10 CONSIGLI PER INSEGNARE LA SHOAH

10 CONSIGLI PER INSEGNARE LA SHOAH

Come sottolineato da chiunque se ne occupi, la Shoah non è un argomento come tanti altri ed è difficile anche orientarsi tra i diversi approcci.  Ecco quindi un decalogo con i dieci consigli base per scegliere una giusta modalità di insegnamento redatto dalla professoressa Clotilde Pontecorvo.

 

1 – Evitare la rappresentazione realistica dell’orrore, i resoconti troppo analitici e raccapriccianti e il racconto di eventi, che possano essere troppo persecutori.

2 - Preferire le rappresentazioni mediate, offerte da monumenti, musei, testi letterari, opere d’arte.

3 – Adeguare le proposte alle possibilità di comprensione e di empatia degli allievi, che sono variabili in funzione dell’età e della maturità psicologica.

4 – Favorire lo sviluppo di somiglianze e differenze con i perseguitati di allora: in questo ambito possono darsi dei processi di identificazione e a questo scopo si possono usare le storie delle vicende di bambini o di ragazzi, per quegli aspetti meno angosciosi e più comprensibili: ad esempio, il dover celare la propria identità, il dover trovare un rifugio per nascondersi, l’essere costretti a lasciare la propria casa e affrontare delle fughe un po’ avventurose.

5 – Far vivere in modo reale qualche aspetto della discriminazione che è sempre in agguato in qualsiasi gruppo nei confronti dei diversi o in generale del gruppo estraneo e si verifica facilmente sia nei gruppi di bambini piccoli, sia di ragazzi.

Va anche ricordato che c’è stato qualcuno che si è avvantaggiato - economicamente o socialmente - della discriminazione contro gli ebrei ( vedi esclusione dalle scuole, dalle università, dagli uffici pubblici).

6 – Collegare questa esperienza per riflettere sulle discriminazioni di allora e di adesso. Nei confronti degli ebrei e di tutti quelli che ancora oggi vengono considerati “diversi”.

7 – Consentire ai bambini e ai ragazzi (di qualsiasi età) di esprimere tutti i loro dubbi, le loro riflessioni e gli interrogativi che scaturiscono dalle vicende che sono loro raccontate. Partendo proprio da queste domande farli discutere tra loro quanto più liberamente possibile.
Va ricordato che su questa tematica, possono entrare in gioco pregiudizi, a volte trasmessi direttamente o inconsapevolmente dal linguaggio (si pensi al termine ‘ebreo’ in termini denigratori usato anche negli stadi italiani o a quello “rabbino” per dire tirchio).

8 – Far riflettere i bambini e in modo particolare i ragazzi più grandi sulla funzione della memoria, che è in parte individuale, in parte familiare o del gruppo –classe e in parte anche collettiva e pubblica.

Basta fare una piccola esercitazione su un ricordo personale, magari dell’estate precedente, e da quello riflettere sui diversi tipi di memoria e sui loro ruoli fino ad arrivare al significato del Giorno della Memoria: come ricordo collettivo del fattore unificante della Repubblica Italiana e della più vasta Europa libera; nate dalla lotta contro il fascismo e il nazismo e -quindi - dal rifiuto di ogni tipo di discriminazione.
Spiegare poi come alla memoria collettiva servano i luoghi, i monumenti, le opere d’arte e i musei.

9 – Collegare l’antisemitismo al razzismo, che allora venne alimentato (in Italia) dalle vicende della guerra d’Etiopia: Può essere efficace citare la frase di Einstein, che a chi gli chiedeva qual era la sua razza, rispondeva : “razza umana”.

Ai ragazzi più grandi può essere offerta anche una storia culturale essenziale del razzismo e dell’antisemitismo, nei loro sviluppi più recenti in Francia, in Germania, e in Europa in genere.

10 – E’ essenziale che gli insegnanti - una volta definito l’approccio-  dedichino a questa tematica un incontro con i genitori dei loro allievi per informarli del loro programma e per coinvolgere le famiglie, laddove sia possibile, in caso di nonni in grado di portare delle testimonianze significative attraverso i loro ricordi.

Potrebbero però esserci anche posizioni contrarie e presenza di pregiudizi: è bene essere preparati e fare riferimento alla legge dello Stato[1] che ha istituito il Giorno della Memoria, approvata dal Parlamento italiano nel 2001 all’unanimità.

 

 

Professoressa in quiescenza Clotilde Pontecorvo

Università “La Sapienza”

Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione

 

[1] rimando alla legge

Tags: decalogo, consigli per insegnare


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