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La Stella Gialla

La Stella Gialla

La strumentalizzazione propagandistica, l'uso distorto e la banalizzazione di concetti e simboli che richiamano la Shoah è sempre più frequente. In particolare colpisce l’utilizzo improprio della stella gialla che i nazisti imposero agli ebrei. Convinti di come la conoscenza storica rappresenti il miglior antidoto a tali distorsioni, vi proponiamo un articolo sulle origini dei segni discriminatori antiebraici e sull'utilizzo della stella gialla negli anni del regime nazista e durante la Seconda guerra mondiale.

 

Dal Medioevo fino all'Età moderna le generali discriminazioni subite dagli ebrei si accompagnarono usualmente all'obbligo di indossare dei segni distintivi che li rendessero immediatamente distinguibili dal resto della popolazione.

Queste disposizioni furono introdotte per la prima volta durante il IX secolo nel mondo islamico, dove l'imposizione di tali contrassegni era comune anche alla popolazione cristiana. Per la legge islamica a ebrei e cristiani era concesso di vivere nelle terre poste sotto il dominio musulmano e di professare liberamente la propria religione ma, nonostante la relativa tolleranza e il riconoscimento di specifici diritti, la protezione di cui godevano era comunque legata a uno stato di inferiorità sociale che il segno distintivo rendeva visibile in ogni momento. Alle prime ordinanze, in parte disattese, seguì un ben più stringente obbligo introdotto sotto il califfato abbasside di al-Mutawakkil (847-861), che rappresentò il precedente storicamente più rilevante di ogni successiva implementazione dei segni distintivi interna ai domini musulmani. I contrassegni per gli ebrei variarono da luogo a luogo e nel corso del tempo: i più comuni furono cinture gialle, speciali cappelli e toppe di stoffa da apporre agli abiti.

Dal mondo islamico l'utilizzo dei segni distintivi passò, nel corso del Basso Medioevo, all'Europa cristiana. Il primo atto formale che introdusse in maniera inequivocabile tale obbligo risale al 1215, quando il Quarto Concilio Lateranense dispose che gli ebrei dovessero distinguersi dai cristiani per il modo di vestire. Nel decreto numero 68 approvato dal concilio si legge: "In alcune province i Giudei o Saraceni si distinguono dai cristiani per il diverso modo di vestire; ma in alcune altre ha preso piede una tale confusione per cui nulla li distingue. Perciò succede talvolta che per errore dei cristiani si uniscano a donne giudee o saracene, o questi a donne cristiane. Perché unioni tanto riprovevoli non possano invocare la scusa dell'errore a causa del vestito, stabiliamo che questa gente dell'uno e dell'altro sesso in tutte le province cristiane e per sempre debbano distinguersi in pubblico per il loro modo di vestire dal resto della popolazione, come fu disposto d'altronde anche da Mosè."

Negli anni successivi al concilio, attraverso ordinanze sia laiche che religiose, l'obbligo venne introdotto, seppur con diversi gradi di intransigenza nell'applicazione, nei regni dell'Europa occidentale. Tali disposizioni rappresentarono la norma quasi universale fino alla prima Età Moderna, quando l'uso dei segni distintivi iniziò a declinare. La fine dell'Età Moderna coincise in tutta l'Europa occidentale con l'emancipazione degli ebrei dalle legislazioni discriminatorie e nel XIX secolo l'uso dei contrassegni scomparve.

I simboli identificativi più comuni in Europa furono la "rota" - un cerchio di stoffa da apporre agli abiti - e il cappello di forma conica. Tra i diversi segni distintivi utilizzati nel corso di quei secoli, l'uso della Stella di Davide - uno dei più noti simboli religiosi ebraici - è raramente attestato, ma sarà proprio questa a essere utilizzata dal nazismo quando la politica discriminatoria fece il suo drammatico ritorno in Europa.

Le prime proposte interne al regime nazista per imporre un contrassegno agli ebrei tedeschi si ebbero nel 1938: il Ministro della Propaganga Josef Goebbels avanzò tale proposta in un memorandum del mese di maggio, mentre il direttore della Gestapo Reinhard Heydrich la ripropose nel mese di novembre, in seguito ai pogrom antisemiti noti come la Notte dei Cristalli.

Fu però solo con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale che la Stella ebraica venne progressivamente imposta agli ebrei come segno identificativo, in Germania come nei territori occupati dai nazisti
. Le prime direttive in tal senso avvennero già dal settembre 1939 in alcune località della Polonia, mentre l'ordine generale riguardante l'intero territorio polacco occupato si ebbe nel novembre dello stesso anno: tutti gli ebrei a partire dai dieci anni di età dovevano indossare una fascia sul braccio con impressa la Stella di Davide. Con l'invasione dell'Unione Sovietica, iniziata nel giugno 1941, l'ordine discriminatorio venne informalmente esteso alle aree sovietiche cadute sotto il controllo nazista. Nel settembre 1941 Reinhard Heydrich, divenuto direttore dell'Ufficio Centrale per la Sicurezza, ordinò che tutti gli ebrei del Reich - Germania e territori annessi come Alsazia, Boemia, Moravia e parte della Polonia occidentale - dovessero indossare sul petto la Stella gialla con iscritta dentro la parola "Jude". L'obbligo venne poi esteso anche ad altri territori occupati e fu pure imposto dai governi di alcune dei paesi alleati della Germania nazista. Per citare solo alcune delle nazioni e delle date in cui ciò avvenne, ricordiamo come tali imposizioni vennero decretate nel corso del 1942 per Olanda, Belgio, Francia e Bulgaria, per la Grecia nel febbraio del '43, in Ungheria nell'aprile del '44. Una significativa eccezione riguardò la Danimarca, dove la popolazione e il sistema politico locale seppero sempre opporsi con decisione alle politiche naziste: qui l'obbligo non venne mai introdotto.

Neanche in Italia venne mai imposto agli ebrei l'obbligo di portare un segno distintivo, a dispetto del carattere antisemita che la dittatura fascista prese esplicitamente con le leggi razziali del 1938 e nonostante l'occupazione nazista del Centro-Nord del 1943. Ciò non impedì ai nazisti e ai collaborazionisti fascisti della Repubblica Sociale di identificare, arrestare e deportare verso i campi di sterminio migliaia di ebrei italiani.

L'obbligo di indossare la Stella gialla aveva, per i nazisti, il duplice scopo di discriminare gli ebrei, erigendo una barriera sempre visibile tra questi e il resto della popolazione, e di controllarne più agevolmente ogni attività, rendendo poi nei fatti più rapida e facile la loro deportazione verso i campi di sterminio e di prigionia.

Dopo la liberazione dai campi di sterminio e la fine della Seconda guerra mondiale, per gli ebrei che erano stati obbligati a indossarla, uno dei segni del lento processo di normalizzazione fu la rimozione della stella gialla dagli abiti.

FONTE IMMAGINE

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jodenster_van_kledij.jpg

 

Tags: antisemitismo, ANTIGIUDAISMO, STELLA DI DAVIDE, SHOAH, nazismo, fascismo, discriminazioni