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La persecuzione di Rom e Sinti sotto i regimi nazifascisti

La persecuzione di Rom e Sinti sotto i regimi nazifascisti

PORRAJMOS

Il genocidio delle popolazioni zigane d'Europa tra il 1939 e il 1945, definito in lingua romanì "Porrajmos" ("il grande divoramento") e "Samudaripen" ("tutti uccisi"), portò alla morte di un numero di persone che la maggior parte degli studiosi identifica tra le 200 e le 500 mila. Le modalità delle stragi, compiute sia nei lager sia in maniera massiccia nel corso di esecuzioni di massa perpetrate a margine delle operazioni di guerra, rendono infatti particolarmente difficile quantificare il numero esatto delle vittime. L'assenza di numeri certi non può però in alcun modo nascondere la realtà: quello che i nazisti compirono fu un vero e proprio sterminio di queste popolazioni.

Il genocidio si inserisce in un secolare contesto di discriminazioni delle quali furono vittime queste popolazioni in Europa. Nello specifico, già dai primi anni del Novecento in Germania si susseguirono atti formali per il loro controllo e separazione dal resto della popolazione "ariana", che unirono ai pretesti di ordine securitario le nuove teorie del razzismo biologico. Con l'avvento del nazismo, la "questione zingara" divenne subito oggetto della politica razziale: nel corso degli anni si susseguirono schedature, sterilizzazioni forzate e incarcerazioni. Questi atti, a differenza dei molti altri che da secoli erano stati presi contro rom e sinti, furono però ora il preambolo di una persecuzione che non ebbe eguali nella storia.

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il destino di queste popolazioni fu segnato, come quello delle altre categorie considerate da "eliminare". In migliaia vennero fin da subito deportati nei lager, all'interno dei quali furono istituiti "blocchi" separati per il loro internamento: migliaia di persone morirono qui per fame, malattie e assassini compiuti da parte delle forze naziste. Gli zigani furono inoltre tra le principali vittime delle esecuzioni di massa compiute dai soldati nazisti nelle aree conquistate.

Nel dicembre 1942 il capo delle SS, Heinrich Himmler, ordinò che tutti i rom e sinti "candidati allo sterminio" fossero deportati nel campo di Auschwitz. Il primo convoglio arrivò il 26 febbraio 1943: a differenza che per gli ebrei, ad Auschwitz le famiglie non furono separate e nessuno venne inizialmente "selezionato" per le camere a gas. Segregati nel cosidetto "Zigeunerlager", vi furono di fatto lasciati morire di freddo, fame e malattie. Molti di loro furono inoltre scelti come cavie umane per gli esperimenti medici compiuti da Josef Mengele e dal suo staff. Nei primi mesi del 1944 fu decisa l'eliminazione nelle camere a gas di tutti coloro che erano ancora vivi. Questi opposero la loro resistenza, difendendosi con tutto ciò che era a loro disposizione: ma tubi di ferro e vanghe da lavoro non poterono avere la meglio sulle armi dei soldati nazisti. Il 2 Agosto furono avviati nelle camere a gas gli ultimi zigani di Auschwitz.

La persecuzione nazista di rom e sinti potè spesso contare sul sostegno attivo di governi alleati e regimi fantoccio creati nelle zone occupate. Pregiudizi e discriminazioni già presenti fecerò sì che in pochi si opponessero alle deportazioni e alle stragi. In particolare, in Croazia il governo fascista compì autonomamente lo sterminio della quasi totalità della popolazione rom locale. Dove le autorità locali non si resero promotrici in prima persona degli eccidi, collaborarono comunque in maggioranza all'identificazione, segregazione e deportazione degli zigani. I cittadini della maggior parte delle nazioni sotto controllo nazista non si opposero alla persecuzione. Solo in Danimarca, Finlandia, Grecia e Bulgaria, grazie alla non collaborazione di autorità locali e popolazione civile, rom e sinti furono risparmiati dallo sterminio.

PERSECUZIONI IN ITALIA

Il regime fascista italiano, fino dai suoi primi anni, ebbe una politica discriminatoria nei confronti degli zigani presenti sul territorio e si attivò per impedire nuovi arrivi. Nel 1926, due diversi atti formali del Ministero dell'Interno inviati ai prefetti ordinavano di respingere gli "zingari" alle frontiere, anche nel caso fossero forniti di documenti validi per l'ingresso in Italia, precisando come l'obiettivo da perseguire fosse la loro epurazione dal territorio nazionale.  Da allora iniziò una politica di espulsione forzata che riguardò principalmente rom e sinti con cittadinanza straniera, ma che colpì anche numerosi cittadini italiani.

Dopo l'introduzione della legislazione antisemita del 1938, che sancì il razzismo di Stato, le attenzioni persecutorie del regime si concentrarono con ancora maggior forza anche contro gli zigani. Molti dei rom e sinti presenti in Italia furono arrestati e detenuti nelle carceri o rinchiusi in campi di concentramento sul territorio nazionale. Il regime fascista aveva individuato in un ex convento del paese molisano di Agnone il luogo specifico per l'internamento di tutti gli zigani, ma in molte altre aree d'Italia vennero creati ulteriori campi, pensati inizialmente come temporanei. Con l'occupazione nazista del Centro-Nord Italia, il loro destino seguì quello degli ebrei. Chi si trovava nelle zone liberate dagli Alleati fuggì da campi e prigioni e si salvò. Rom e sinti delle zone sottoposte al controllo nazifascista dovettero invece nascondersi per sfuggire ai rastellamenti, mentre per chi si trovava già nei campi di concentramento e nelle carceri, o fu arrestato in seguito, iniziarono le deportazioni verso i lager, quali Dachau, Ravensbrück e Mauthausen.

Per decenni la persecuzione di rom e sinti in Italia durante il fascismo e l'occupazione nazista rimase pressoché sconosciuta. Solo negli ultimi anni il lavoro degli storici è riuscito a ricostruirne gli eventi, anche grazie alle testimonianze dirette dei sopravvissuti.

IL VIDEO DIDATTICO PRODOTTO DA SCUOLAEMEMORIA SULLA PERSECUZIONE DI ROM E SINTI SOTTO I REGIMI NAZIFASCISTI



IMMAGINE

Famiglie rom all'interno del lager di Belzec – 1940
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Romani_prisoners_at_Belzec_labor_camp.jpg

BIBLIOGRAFIA

La lente focale. Gli zingari e l'Olocausto – Otto Rosenberg – Marsilio – 2000

La rivolta degli zingari. Auschwitz 1944 – Alessandro Cecchi Paone, Flavio Pagano – Mursia – 2009

L'antiziganismo – Leonardo Piasere – Quodlibet – 2015

Sinti e rom. Storia di una minoranza – Karola Fings – Il Mulino – 2018

FILMOGRAFIA

Liberté – Tony Gadlif – 2010 – 111 min

VIDEO

Piero Terracina, sopravvissuto alla Shoah, ricorda lo sterminio di rom e sinti ad Auschwitz - link

LINK

Memors. Museo virtuale del Porrajmos in Italia - link

Il genocidio dei Rom in Europa. 1939 – 1945 - link

 

Tags: GENOCIDIO, Auschwitz, nazismo, fascismo, discriminazioni, rom, sinti, porrajmos