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I bambini di Izieu

I bambini di Izieu

"Anche nei tempi più barbari, una scintilla umana brillava anche nel cuore più crudele e i bambini furono risparmiati. Ma la bestia hitleriana è molto diversa. Essa divora i più cari a noi, quelli che suscitano la massima compassione, i nostri figli innocenti."

 

Con queste parole, scritte all'interno del ghetto di Varsavia nel 1942, lo storico polacco Emanuel Ringelblum descrisse la politica di sterminio che il nazismo aveva messo in atto per cancellare ogni presenza ebraica dall'Europa. Una politica che non risparmiò nessuno, nemmeno i bambini, la cui morte fu anzi considerata come la migliore garanzia che le "razze" considerate "inferiori" non potessero avere un futuro.

 

Secondo le stime fornite dal Memoriale della Shoah Yad Vashem e dallo United States Holocaust Memorial Museum, furono circa un milione e mezzo i bambini e i ragazzi ebrei uccisi dai nazisti e dai loro collaboratori all'interno dei lager e dei ghetti, oltre che negli eccidi di massa, nelle retate e in singole azioni omicide. La politica degli assassini sistematici del Terzo Reich si macchiò anche del sangue di oltre 5mila bambini tedeschi con disabilità fisiche o mentali - uccisi all'interno del programma eugenetico - e di quello di decine di migliaia di giovani rom e sinti. Migliaia furono inoltre i bambini e i ragazzi assassinati deliberatamente dai nazisti nelle zone occupate militarmente, moltissimi dei quali furono vittime delle rappresaglie sulla popolazione civile compiute per punire atti di disobbedienza e azioni partigiane.

 

La "Soluzione finale" decisa dal regime nazista nella conferenza di Wannsee del gennaio 1942, che pianificò lo sterminio della popolazione ebraica nei territori sotto il controllo del Terzo Reich, non fece quindi alcuna differenza tra adulti e minori: ogni ebreo doveva essere ucciso nella "lotta razziale" voluta dai nazisti. Le speranze di sopravvivere per i bambini furono anche inferiori a quelle degli adulti e dei ragazzi più grandi: questi ultimi, se in buona forma fisica, all'arrivo nei lager potevano essere destinati al lavoro forzato, mentre quasi tutti i più piccoli che varcarono i cancelli dei campi di sterminio vennero immediatamente inviati alle camere a gas: solo pochissimi bambini riuscirono a sopravvivere ai lager.

 

Nella storia della Shoah uno degli avvenimenti più tragicamente noti riguarda la sorte dei bambini ebrei che avevano trovato rifugio nel villaggio di Izieu, nella Francia controllata dal regime nazista.

 

Nell'aprile del 1943, in questo piccolo paesino situato a ottanta chilometri da Lione, Miron Zlatin e sua moglie Sabine - appartenenti all'organizzazione OSE impegnata nell'aiuto ai bambini ebrei perseguitati - crearono una casa rifugio per giovanissimi ebrei di diverse nazionalità i cui genitori erano stati deportati dai nazisti. All'epoca Izieu si trovava nella zona di occupazione italiana, ma dopo l'armistizio dell'8 settembre tutta l'area cadde sotto il controllo dalle truppe tedesche e iniziarono i rastrellamenti degli ebrei.

 

Nella primavera del 1944 fu ormai chiaro che la situazione era troppo pericolosa anche in quel remoto paesino e il 3 aprile Sabine Zlatin si mosse verso Montpellier per organizzare il trasferimento dei bambini verso un rifugio più sicuro. Era però ormai troppo tardi: la mattina del 6 aprile agenti della Gestapo, comandati dal loro comandante Klaus Barbie - noto come il Boia di Lione - fecero irruzione nell'edificio. I 44 minori che vi avevano trovato rifugio e sette loro educatori furono arrestati, detenuti in carcere a Lione e poi condotti al campo di concentramento di Drancy. Da qui sei adulti e quarantadue bambini vennero deportati ad Auschwitz: tutti i ragazzi furono inviati alle camere a gas al loro arrivo nel lager. Altri due ragazzi e un adulto - il fondatore della Casa di Izieu Miron Zlatin - furono invece deportati in Estonia e lì uccisi.

 

Dei sette adulti arrestati, una delle educatrici, Lea Feldblum, era in possesso di documenti falsi che le avrebbero potuto permettere di evitare la deportazione, ma durante il fermo decise di rivelare la sua vera identità per non separarsi dai bambini. Sarà l'unica degli arrestati di Izieu a sopravvivere allo sterminio e nel 1987 testimoniò contro Klaus Barbie al processo che lo condannerà all'ergastolo per crimini contro l'umanità.

 

Sabine Zlatin, scampata alla retata perché si trovava a Montpellier, continuò la sua attività clandestina nella Resistenza fino alla Liberazione e dopo la guerra si occupò dell'organizzazione del ritorno dei sopravvissuti dai lager. Consacrò il resto della sua vita a mantenere viva la memoria dei bambini di Izieu e fu soprattutto grazie al suo impegno che nel 1994 venne inaugurato il Museo Memoriale dedicato loro.

 

Il ricordo delle giovanissime vite spezzate nel rastrellamento di Izieu è presente anche nel Memoriale dei bambini dello Yad Vashem. Qui, in una caverna sotterranea illuminata da migliaia di candele che brillano nel buio come stelle del firmamento, i nomi di tutti i bambini ebrei uccisi durante la Shoah sono pronunciati senza posa per perpetuarne la memoria.

 

BIBLIOGRAFIA

Chi verrebbe a cercarci qui, in questo posto isolato? Izieu, una Colonia per bambini ebrei rifugiati 1943-1944 - Stéphanie Boissard, Giulia Ricci - Anniversary Books - 2014

 

FILM

Izieu, des enfants dans la Shoah - Romain Icard - 2014 - 52 min

 

LINK

 

Memoriale della Maison d'Izieu
https://www.memorializieu.eu/

 

Memoriale dei bambini a Yad Vashem
https://www.yadvashem.org/remembrance/commemorative-sites/children-memorial.html

 

I bambini nella Shoah (Mostra) - Yad Vashem
https://www.yadvashem.org/yv/en/exhibitions/children/index.asp

 

Tags: SHOAH, nazismo