Le Pietre d'inciampo

Le Pietre d'inciampo

L'artista che ha dato vita alle pietre d'inciampo si chiama Gunter Demnig. Gunter è nato in Germania nel 1947 ed era già un artista affermato quando cominciò il suo lavoro per ricordare le vittime del nazismo e del fascismo in Europa.

La prima pietra d'inciampo (“Stolperstein” in tedesco) fu posta nel 1992 a Colonia, in Germania, per ricordare la deportazione dei rom e dei sinti di quella città per mano dei nazisti. All'epoca Demnig non immaginava che quella piccola pietra d'ottone sarebbe stata la prima di altre decine di migliaia. Quel giorno successe infatti qualcosa che gli fece capire l'importanza di continuare  in questa sua opera: una donna del quartiere nel quale aveva appena installato la pietra lo fermò per dirgli che nessun rom o sinti aveva mai abitato in quelle case. Quella signora viveva lì negli anni della deportazione ma non conosceva la storia dei suoi vicini di casa, o forse non la voleva ricordare. Per impedire ogni forma di oblio, negazionismo e indifferenza, Gunter Demnig ha posato oltre 75mila pietre d'inciampo nella maggior parte dei paese europei, più di mille delle quali si trovano in Italia.

Questa iniziativa di Gunter Demnig è una delle tante azioni intraprese in ogni parte del mondo per preservare il ricordo delle vittime del nazismo e del fascismo. E' però anche una vera e propria “opera d'arte diffusa”: ogni pietra viene segnalata sulle mappe e deve mantenere la sua unicità e coerenza con le altre. I criteri che portano alla posa di una pietra d'inciampo sono specifici: solo le vittime del nazifascismo sono ricordate. Questo non vuol dire che le vittime di altre tragedie siano meno importanti e tutte hanno diritto all'essere ricordate, ma per non snaturare il senso del progetto è importante evitare pietre d'inciampo “fai-da-te” o poste seguendo altri criteri e motivazioni, perché la memoria è più forte quanto più rispetta la sua specificità. E' fondamentale quindi rivolgersi direttamente all'artista o alle associazioni promotrici locali. Gunter lavora senza sosta per soddisfare il maggior numero possibile di richieste.

Le pietre d'inciampo sono dei piccoli blocchi quadrati di pietra ricoperti di ottone. Queste vengono poste da Gunter davanti alla porta delle case nelle quali vivevano le persone poi deportate nei campi di sterminio. Ebrei, omosessuali, rom e sinti, oppositori politici, Testimoni di Geova, disabili: tutte le vittime dello sterminio nazista sono ricordate nelle stolpersteine con nome e cognome, data di nascita, data e luogo di deportazione e quella della morte.

Possono sembrare quasi delle carte d'identità, ma sono dei piccoli monumenti che vogliono restituire dignità di essere umano a chi fu ucciso, far riflettere sull'orrore di ciò che avvenne e vigilare perché ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Per dare un significato ancora più profondo alle pietre d'inciampo, Gunter Demnig ha spesso citato il Talmud, testo fondamentale della religione ebraica, che in un passaggio afferma: “Una persona viene dimenticata solo quando se ne dimentica il nome”. Queste parole, scritte secoli fa, sono così drammaticamente vicine a quelle che un giovane ebreo, David Berger, scrisse alla fidanzata nella sua ultima lettera prima di essere ucciso dai nazisti: “Se dovesse accadere qualcosa, vorrei che lì ci fosse una persona che ricordasse che una volta è vissuto qualcuno chiamato David Berger”. David Berger, pensando alla sua morte, esprimeva come ultimo desiderio quello di essere ricordato, con il suo nome, come essere umano. Questa frase è divenuta negli anni una sorta di testamento e imperativo morale che è stato raccolto da Yad Vashem, il più grande memoriale in ricordo delle vittime della Shoah che si trova a Gerusalemme: ricordare i morti dello sterminio come esseri umani e non solo come numeri, quindi con il proprio nome. Così come vogliono fare anche le pietre d'inciampo.

Il lavoro di Gunter Demning è noto in tutto il mondo e ha ricevuto quasi ovunque grandi riconoscimenti e apprezzamenti. Negli anni però è successo anche che alcuni gruppi politici e istituzioni abbiamo creato difficoltà all'installazione delle pietre d'inciampo. In questi casi le stolpersteine sono state accusate di rinfocolare vecchi odi e divisioni o di voler ricordare solo alcune vittime a discapito di altre. Spesso, dietro a queste posizioni, si nascondono un persistente antisemitismo o la volontà di non affrontare il tema della passata collaborazione di stati e cittadini con le politiche naziste. A volte la distorta interpretazione delle tragedie di allora viene usata per alimentare polemiche politiche attuali. Di genere diverso sono stati invece i dibattiti nati in Germania: alcuni comuni hanno preferito favorire modalità diverse per il ricordo dei crimini nazisti, come targhe su edifici privati e in luoghi pubblici, oltre a memoriali e monumenti, e in alcuni casi sono stati proprio i familiari delle vittime o i rappresentanti delle comunità ebraiche locali a chiedere di non posare le stolpersteine: in un paese nel quale il dovere del ricordo è accettato quasi unanimemente, queste controversie hanno avuto quindi il merito di animare un dibattito sulla maniera migliore per restituire dignità alle vittime.

C'è, quindi, chi preferisce non ricordare, chi ha paura della verità storica o vuole continuare a negarla, chi ritiene che la memoria degli orrori del nazifascismo sia “di parte” e non un dovere civile che appartiene a tutti. Ma c'è anche chi ritiene le stolpersteine non sempre adatte al loro meritorio compito e preferirebbe altri modi per trasmettere il ricordo delle vittime. La memoria non è mai neutra, può creare nuove divisioni così come può provocare nuove sofferenze, ma può anche far nascere dibattiti utili per trovare, giorno dopo giorno, nuovi mezzi per rendere più efficaci e giusti i modi per perpetuare il ricordo e vigilare sul presente.

Purtroppo, inoltre, alcune pietre d'inciampo sono state vandalizzate o divelte da mani ignote, riconducibili a chi ancora vuole negare i crimini del nazifascismo o si ostina a rifarsi a tali tragiche ideologie. Alcune di queste profanazioni della memoria sono avvenute anche recentemente in Italia: a Roma venti stolpersteine in ricordo di vittime della Shoah sono state sradicate dal marciapiede e, sempre a Roma, un adesivo con una scritta in tedesco che affermava “L’assassino torna sempre sul luogo del delitto” è stato posto su una pietra d'inciampo dello storico quartiere ebraico, proprio dove avvenne il rastrellamento del 16 ottobre 1943. A Guastalla, cittadina in provincia di Reggio Emilia, una stolpersteine che ricordava un militare italiano deportato dai nazisti e morto in Germania è stata presa a picconate. Questi gesti ci fanno capire quanto lavoro si deve ancora fare contro i nemici della memoria, ma anche come è importante quello che già si sta facendo, anche attraverso le pietre d'inciampo.
 

IL VIDEO DIDATTICO PRODOTTO DA SCUOLAEMEMORIA SULLE PIETRE D'INCIAMPO


FONTE IMMAGINE
https://commons.wikimedia.org/wiki/File:GS_0793-Peralta.jpg

LINK

Per una mappa delle pietre d'inciampo in Italia
http://www.arteinmemoria.it/memoriedinciampo/installazioni_it.htm

Sito ufficiale (in inglese e tedesco)
http://www.stolpersteine.eu/en/

Tags: SHOAH, nazismo, fascismo, pietre d'inciampo, stolperstein