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BANDO DI CONCORSO “I giovani ricordano la Shoah” - Anno scolastico 2026/2027

È uscito il bando per la partecipazione alla XXIV edizione del concorso nazionale "I giovani ricordano la Shoah", promosso dal Ministero dell'Istruzione e del Merito in collaborazione con l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. L'invito è rivolto a tutti gli allievi del primo e secondo ciclo di istruzione, al fine di promuovere studi e approfondimenti sul tragico evento che ha segnato la storia europea del Novecento. 

Per l'edizione in corso sono state proposte le seguenti tracce:
Per le scuole primarie:

  • Tra il 1942 e il 1943, 73 bambini e ragazzi ebrei in fuga dal nazismo furono accolti a Villa Emma, a Nonantola, grazie all’aiuto della popolazione locale e di una rete di resistenza ebraica. Qui, per un primo periodo, furono al sicuro e poterono continuare gli studi; dopo l’occupazione nazista del settembre 1943, furono aiutati a nascondersi e a fuggire.
    La vicenda di Villa Emma è una storia di resistenza, solidarietà e salvataggio. Durante la Seconda guerra mondiale e la Shoah, vi sono state altre storie che raccontano di persone che, con il loro aiuto, la loro ospitalità o anche semplicemente evitando di denunciare, contribuirono a salvare gli ebrei. Sceglietene una, ricostruita attraverso testimonianze, libri, film, oppure a voi nota perché avvenuta nel vostro territorio; approfondite e analizzate le vicende, il contesto, i protagonisti; discutetene in classe ed esprimete le vostre riflessioni, con le modalità a voi più congeniali.


Per le scuole secondarie di I grado:

  • "Nella maggior parte dei casi, l’ora della liberazione non è stata lieta né spensierata”.
    Così scrive Primo Levi - sopravvissuto ad Auschwitz, morto 40 anni fa -, nel saggio I sommersi e i salvati. Grazie alle sue doti letterarie e alle sue profonde capacità di analisi e riflessione, ha dato testimonianza complessa e sfaccettata della Shoah. Nei suoi scritti, Levi racconta le difficoltà del ritorno alla vita dopo la liberazione. Se lui fin da subito è riuscito a raccontare e scrivere, non solo delle sue vicende ma anche di quelle di altri, molti sopravvissuti sono rimasti per anni in silenzio. La loro sofferenza era troppo grande e la società postbellica non era disponibile a dare loro né ascolto, né comprensione, né sostegno materiale. Attraverso documenti, testimonianze, storie specifiche, approfondite le diverse difficoltà che, nel dopoguerra, gli ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio, ma anche sottoposti a discriminazioni e persecuzioni, hanno avuto nel ritorno a una vita “normale”. Discutetene in classe ed esprimete le vostre riflessioni, con le modalità a voi più congeniali.


Per le scuole secondarie di II grado:

  • L’8 novembre 1937, fu inaugurata a Monaco la mostra “Der Ewige Jude” (L’ebreo errante) che fu poi successivamente presentata in numerose città. Tale mostra è un esempio emblematico della campagna d'odio contro gli ebrei, condotta dal regime nazista in modo pianificato e capillare. La propaganda utilizzava pregiudizi, stereotipi, caricature, falsità e accuse pretestuose, mescolando il nuovo antisemitismo razzista con argomentazioni dell’antigiudaismo religioso. Tutto ciò serviva a diffondere e radicare, nell’opinione pubblica europea, la demonizzazione e la disumanizzazione della popolazione ebraica, considerata la causa di tutti i mali, e a “normalizzare” il razzismo, le persecuzioni e infine lo sterminio. Anche in Italia il regime fascista ha promosso attivamente e ossessivamente il razzismo biologico nei confronti degli ebrei e non solo, attraverso ogni mezzo di comunicazione possibile, tra i quali la rivista “La difesa della razza”. A novant’anni dall’inaugurazione della mostra “Der Ewige Jude”, attraverso fonti storiche e documentali, analizzate il ruolo, i linguaggi, gli strumenti e le finalità della propaganda antisemita dei regimi nazisti e/o fascisti. Ragionate quindi sulle possibili analogie e differenze tra quel tipo di propaganda e i linguaggi d’odio di oggi, nell’epoca dei social media e dell’intelligenza artificiale. Esprimete le vostre osservazioni e riflessioni con la modalità espressiva a voi più congeniale.

 

Come ricorda il bando, il concorso ha per oggetto la produzione di elaborati di tipo storico-documentale e/o artistico-letterario. Gli elaborati possono articolarsi in qualsiasi forma espressiva, attraverso, ad esempio, ricerche, saggi, articoli di giornale, rappresentazioni teatrali, opere di pittura o di scultura, attività musicali, cortometraggi, spot, campagne pubblicitarie, anche utilizzando più forme e canali espressivi, comprese le tecnologie informatiche.

Scarica il bando completo della XXV edizione

Ulteriori info su: I giovani ricordano la Shoah”, XXV edizione del Concorso nazionale- MIM