LINEE GUIDA ITALIANE

LINEE GUIDA ITALIANE

Le linee guida sulla didattica della Shoah sono state stilate dalla delegazione italiana dell’IHRA e presentate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nel Gennaio del 2018. Sono state pensate per facilitare l’insegnamento della Shoah e dei temi che la circondano e intendono proporre considerazioni e fornire informazioni e suggerimenti operativi per trattare un argomento che si è rivelato centrale per comprendere il nostro passato e il tempo in cui viviamo e che risulta - se affrontato in maniera corretta - favorire l’educazione al rispetto delle differenze, alla convivenza civile e alla cittadinanza attiva.
Eccone i principali consigli:

  • Dal momento che la Shoah non può essere considerata come un evento storico come gli altri è fortemente consigliato un approccio interdisciplinare e l’utilizzo di diverse modalità comunicative.
  • Un coinvolgimento diretto degli studenti nella ricerca di documenti e fonti orali e nella ricostruzione di storie di vita crea interesse, motiva gli alunni e porta consapevolezza allo studio. Si può fare ricerca storica sulla Shoah con un appropriato uso dei documenti attraverso gli Archivi di Stato italiani e gli archivi delle scuole.
  • È importante mantenere un focus sulla Shoah italiana - sia per la possibilità di accedere alle fonti storiche, sia per aumentare la consapevolezza della vicinanza della storia - inserendola però sempre in un discorso europeo ed internazionale.
  • Per evitare che gli ebrei siano percepiti esclusivamente come le vittime della Shoah è fondamentale contestualizzare la presenza ebraica millenaria in Italia ed in Europa. Considerare come gli ebrei, cittadini dei diversi paesi europei, vivessero prima del 1938 - senza tralasciare di affrontare l’antigiudaismo e l’ostilità che spesso è stata manifestata - e come siano riusciti a riabbracciare la vita dopo il 1945 senza appellarsi ad alcuna forma di rivendicazione o risentimento, ma guardando solo a costruire un futuro nuovo e migliore.
  • Per i bambini delle primarie si consiglia di privilegiare un approccio graduale e non traumatico, che passo attraverso storie di salvezza che testimoniano valori positivi di fiducia negli altri e nella vita.
  • Anche per gli studenti più grandi non bisogna tralasciare i Giusti tra le Nazioni.
    Sottolineando che coloro che hanno nascosto e salvato vite umane non si consideravano eroi ma persone che hanno difeso la giustizia e i diritti umani. È un modo per affrontare il tema della responsabilità delle proprie scelte ed azioni: di quello che si fa ma anche - e soprattutto - di quello che non si fa.
  • È necessario guidare gli studenti nella loro autoformazione che avviene soprattutto  attraverso il web. I docenti devono aiutarli nella navigazione, nell’accertamento dell’autorevolezza delle fonti e nel riconoscimento delle fake news.
    Per questo ci si può appoggiare alla nostra sitografia e quella dei siti consigliati.
  • Per gli alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado si propone un insegnamento “a spirale”, in cui i temi non si esauriscano, ma ritornino con diversi tagli e approfondimenti a seconda delle circostanze e delle motivazioni, evitando il rischio della ripetitività e stimolando nuove curiosità e campi d’indagine.
  • Il rinnovamento dell’insegnamento e delle pratiche di memoria legate alla Shoah richiedono un confronto sempre aperto, critico e dinamico, per evitare che si scada nella banalizzazione dell’argomento.
  • Bisogna lavorare ad un impegno progettuale condiviso con studenti e genitori. La Giornata della Memoria non deve essere l’unico momento in cui il tema della Shoah viene affrontato ma un punto di partenza e di arrivo, un  momento di riflessione su come le scelte, i comportamenti, le opinioni e l’uso della comunicazione possano diventare estremamente emarginanti e distruttive quando sono mosse da ideologie discriminanti e razziste. Attraversare i processi che hanno progressivamente generato il consolidarsi delle idee di diversità come sinonimo di inferiorità permette infatti ai giovani di comprendere la fenomenologia dell’esclusione.

 

 

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