MÉMORIAL DE LA SHOAH

17 rue Geoffroy l’Asnier, Parigi - www.memorialdelashoah.org/en/

MÉMORIAL DE LA SHOAH

Il Memoriale della Shoah di Parigi viene inaugurato nel 2005 ma è il risultato di un lavoro di ricerca iniziato già durante gli anni della guerra, quando fu istituito un archivio segreto con l’obiettivo di documentare la persecuzione degli ebrei; e finita la guerra, nel corso degli anni, sono state raccolte e selezionate documentazioni di diversa natura.
Archivio e Museo, il Memoriale della Shoah di Parigi è oggi uno dei luoghi fondamentali quando si parla di ricerca, studio, didattica della Shoah e valorizzazione dei luoghi della Memoria. Per questo riteniamo importante conoscere le linee guida derivate dagli studi di questo importante centro di ricerca

Il Memoriale della Shoah di Parigi consiglia di avvicinare l’argomento della Shoah - come altri soggetti storici - attraverso documenti di archivio che permettono agli studenti, sapientemente guidati dagli insegnanti, di elaborare un pensiero storico. A questo scopo il Memoriale organizza seminari di formazione per docenti ed educatori con cadenza annuale e  mette  a disposizione le proprie risorse in termini di ricerca e, materiali, documenti e supporti didattici agli insegnanti che desiderano iniziare alunni di diversi livelli alla storia della Shoah o approfondire con i loro allievi un aspetto particolare del periodo storico che comprende la Seconda Guerra Mondiale e il disegno di distruzione degli ebrei europei.

A seguito ne riportiamo alcuni consigli per farlo dipendentemente dalla fascia di età degli studenti.

Scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.

Una delle domande più diffuse quando si parla di Shoah e scuola infatti è: come affrontare la storia del genocidio rispettando la sensibilità dei bambini?
L’approccio educativo scelto dall’equipe pedagogica Memoriale per i bambini e i preadolescenti si basa sui seguenti punti:

- Utilizzo di supporti narrativi per cominciare il percorso attraverso lo studio di un libro o di un film
- Lavoro sulla cronologia degli eventi e sul vocabolario specifico utili a mostrare lo sviluppo del processo di esclusione fin dal suo inizio
- Consapevolezza della conoscenza e l’immaginario degli alunni riguardo al soggetto.

Gli studenti della scuola primaria attraverso la televisione, internet e la famiglia si confrontano infatti molto presto con diverse informazioni; bisogna quindi aiutarli ad orientarsi ed a organizzare le proprie conoscenze.
- Utilizzo di cartine geografiche che permettono di localizzare i paesi coinvolti nella guerra e i grandi centri ebraici
- Utilizzo di documenti come lettere o disegni; evitare invece di mostrare direttamente fotografie crude ed esplicite
- Disponibilità a rispondere in classe ad ogni domanda fatta dagli allievi
- Conclusione del percorso di apprendimento con un’attività artistica che permetta ai bambini di esteriorizzare le loro emozioni - disegni, pittura, collage, etc….
- Trasmissione di un messaggio di speranza che prende in considerazione un mondo migliore. Possono essere evocati le scoperte democratiche come la giustizia, la laicità e le cittadinanza, altri valori essenziali come l’inclusività e il pluralismo.
- In caso di rigetto da parte degli studenti che sentono di avere già dedicato troppo tempo alla questione bisogna ritornare sulla specificità della Shoah e, eventualmente, allargarsi con intelligenza ad altre vittime di razzismo e di crimini di massa.
- Utilizzo di diversi tipi di risorse: incontri con testimoni o con scrittori, letture di libri, spettacoli e proiezioni di film, gite nei luoghi della Memoria, etc…
- Incontro con i testimoni che hanno vissuto questo periodo. È importante prepararlo sia con gli studenti sia con i sopravvissuti dal momento che si presenta come una delle situazioni più delicate da gestire: il testimone dovrebbe parlare solamente della sua esperienza senza inserire dettagli inutilmente traumatizzanti nè pensare di insegnare la storia; mentre gli alunni devono essere preparati all’incontro insistendo sul fatto che non è possibile giudicare a posteriori un evento di cui ora conosciamo la tragica fine, in modo da evitare domande fuori luogo.

Sul sito del Memoriale della Shoah si trova il solaio di Sarah: pensato per un avvicinamento al tema della Shoah per bambini dagli 8 ai 12 anni. Il link alla versione inglese può aiutare a trovare una bibliografia, una cronologia e un dizionario della Shoah dedicato ai più piccoli.

Scuola secondaria di secondo grado.


Affrontare il tema della Shoah in classe, anche durante gli ultimi anni di scuola, non è mai indolore. Per numerosi insegnanti - giustamente- non si limita ad essere un solo momento particolare della nostra storia contemporanea. Il numero delle vittime, la maniera in cui sono state assassinate e la macchina amministrativo-industriale che ha reso possibile cose che sembravano fuori dalla comprensione danno alla Shoah una dimensione con una carica emotiva che supera qualsiasi evento affrontato fino ad ora dai ragazzi e dagli insegnanti.
Trascurato fino agli anni ‘80 del ‘900, l’insegnamento della Shoah ha acquisito al giorno d’oggi un ruolo importante nel programma didattico. Il Memoriale della Shoah di Parigi crede che la dimensione tragica della Shoah e le domande che ne seguono non sembrano permettere di approcciare questo insegnamento come qualsiasi altro ma che che vadano prese alcune precauzioni nel farlo.
L’approccio educativo scelto dal Memoriale per gli studenti di istituti superiori di II grado si basa sui seguenti punti:

- L’insegnamento della Shoah non deve limitarsi ad essere un corso di morale, nel senso moralizzatore del termine, che si assolve con un “mai più” colpevolizzatore: la Shoah è un avvenimento storico e in quanto tale deve essere approcciato. Si tratta di far comprendere agli studenti che lo sterminio è stata l’ultima tappa di un processo studiato e messo ben in luce dallo storico americano Raul Hilberg attraverso quattro stadi: esclusione, spoliazione, concentramento e liquidazione.
- Importanza di un vocabolario corretto e studiato. Il professore deve, per esempio, essere prudente sia con l’utilizzo delle parole degli aguzzini utilizzandole costantemente tra virgolette sia con quello dei termini specifici per i differenti campi (internamento, concentramento o di sterminio) insistendo sulle differenze di trattamento che riceveva chi vi veniva deportato. I professori devono anche insistere sul vocabolario utilizzato dai nazisti stessi, quello che riguardava gli ebrei e che era volto a disumanizzarli.

- Messa in evidenza della rapidità di esecuzione e della voluta coincidenza delle azioni naziste. Si può portare l’esempio degli francese dove tra il 27 marzo 1942 (data del primo convoglio verso Auschwitz) e il 30 settembre 1942 (trentanovesimo convoglio) la metà delle vittime ebree sono già state deportate. Si può considerare quindi che tra marzo 1942 e novembre 1943 tre quarti degli ebrei francesi sono stati uccisi e che nel 1944 furono deportati 434000 ebrei ungheresi in 7 settimane.
- Importanza di una riflessione sulla banalità del male. Appoggiandosi al lavoro dello storico Browning (C. Browining, Uomini Comuni, Einaudi) è consigliabile riflettere con gli studenti sull’attitudine di uomini normali e ordinari a commettere atti/macchiarsi di crimini di straordinaria inumanità. Si può discutere sulla cieca sottomissione alla legge, sui limiti dell’obbedienza all’autorità legittimata,
sull’ideologia e sull’indottrinamento e sulla preoccupazione di essere uguali agli altri e di tutti i fattori che possono condurre degli uomini ordinari a diventare assassini in determinate circostanze.
- Identificazione della specificità della Shoah rispetto ad altri genocidi. In caso richiesto direttamente o indirettamente dagli alunni, si può fare un rapido lavoro di comparazione. Questo deve permettere di qualificare meglio la Shoah.
- insistere sulla “Soluzione Finale” dell’autunno del 1941 e collegarla non solo alla discorso sulla progressività delle violenze antisemite ma anche alla guerra in atto a Est contro il “giudeo-bolscevico”. E anche ai massacri perpetrati dai Einsatzgruppen al fronte orientale che non può essere dimenticato (1,5 milioni di persone fucilate).

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