YAD VASHEM

Har Hazikaron, Jerusalem - www.yadvashem.org

YAD VASHEM

Per consultare il materiale didattico in italiano: www.yadvashem.org/education

L’idea di dedicare un centro studi ed un museo alle vittime della Shoah si diffonde in Israele  in modo relativamente veloce. È così che nel 1953 nasce a Gerusalemme il progetto di YadVaShem, il primo museo dedicato alla Shoah. Il nome dell’Istituto “Yad va Shem” - di derivazione biblica- significa letteralmente “il monumento e il nome” ed è stato scelto con l’intento di ricordare, celebrare e commemorare attraverso un luogo fisico -monumento- tutti i nomi delle comunità ebraiche cancellate, dei singoli individui uccisi dal progetto nazista e di tutti i Giusti che hanno rischiato la loro vita per salvare quella di ebrei in pericolo.
Dalla sua fondazione ad oggi, YadVaShem rimane uno dei centri di riferimento quando si parla di Memoria e di didattica della Shoah. Nel 1993 apre infatti al suo interno  l’International School for Holocaust Studies con lo scopo di sviluppare un metodo didattico multidisciplinare per insegnare la Shoah ad ogni fascia di età e formare insegnanti ed educatori a riguardo. Secondo il centro di YadVaShem infatti è fondamentale che gli insegnanti che affrontano questo capitolo della storia umana abbiano prima intrapreso un percorso didattico e pedagogico: costruire un solido bagaglio di conoscenze per poi capire come trasmetterle nella maniera più corretta.  L’offerta di formazione del centro comprende corsi on-line, seminari e conferenze e le linee guida consigliate sono le seguenti.

- Centralità dell’essere umano
Affrontare il tema della Shoah non deve limitarsi allo studio del fenomeno come sterminio di massa voluto dal disegno nazista o alla memorizzazione di numeri ed eventi ma necessita una profonda riflessione sull’essere umano e  su come ha affrontato i dilemmi etici che si sono inevitabilmente presentati in molte situazioni durante quegli anni.
E’ quindi imprescindibile lo sforzo di considerare la Shoah come una storia umana, che parla di uomini ed è fatta di e da uomini. Per comprendere gli avvenimenti storici bisogna quindi partire dalla centralità dell’essere umano come individuo; che si parli di vittime, di carnefici, di teorici, di esecutori o di indifferenti non bisogna dimenticare di tenere in considerazione il lato psicologico delle persone coinvolte.
Alla base dell’approccio educativo e pedagogico di Yad VaShem c’è infatti l’incontro degli studenti con l’ordinarietà della vita degli esseri umani coinvolti: arricchire la storia con volti umani - affrontando la complessità dell’animo umano -  è fondamentale per prevenire il pericolo di banalizzazione dell’argomento e di farlo diventare un argomento monodimensionale. L’attenzione deve essere dedicata non solo a coloro che perpetrarono i crimini o a quelli che si sono opposti ma anche e soprattutto al ricordo e al tentativo di comprendere i dilemmi di coloro che da questi crimini sono stati inghiottiti
Esaminando i bivi a cui i singoli individui - ebrei, tedeschi o altro - si sono trovati davanti e individuando i dilemmi che dovettero affrontare permette al processo educativo di passare da una particolare situazione storica alla capacità di ascoltare la voce umana universale.
In questo modo si possono iniziare a cogliere differenze e affinità tra il periodo storico della Shoah e quello contemporaneo.

- Eredità dei sopravvissuti

- Seguendo il principio della centralità dell’essere umano diventa quasi immediata l’importanza dei sopravvissuti alla Shoah che, dando corpo alla memoria, assumono un ruolo centrale nella ricostruzione della sua storia e nel lavoro educativo. Fino a quando saranno possibili, le testimonianze e soprattutto gli incontri con i singoli sopravvissuti sono il cardine della trasmissione della storia e della memoria alle future generazioni. L’incombente ed inevitabile scomparsa dei testimoni costituisce una sfida per gli educatori di tutto il  mondo a trovare nuove modalità di insegnamento della storia e di perpetuare la memoria e l’eredità morale dei sopravvissuti alle giovani generazioni che non avranno più la possibilità di avere un contatto diretto con chi subì la Shoah.

- Insegnamento dei valori ebraici ed universali
Lo sterminio degli ebrei aveva come scopo anche quello di demolire i valori etici dell’ebraismo, del popolo che ha tramandato i Dieci Comandamenti e il loro monito “Non Uccidere”.
La Scuola Internazionale per gli Studi della Shoah di Yad VaShem ha tra i principali obiettivi pedagogici quello di continuare a trasmettere questi valori etici ebraici, umani e universali che preservano i diritti umani e promuovono la responsabilità individuale per combattere il razzismo e la xenofobia.

- Adattamento alle diverse fasce di età
Educatori e psicologi concordano nel sostenere che l’insegnamento di valori etici debba essere rivolto precocemente a classi sempre più giovani. Per questo il centro di Yad VaShem promuove l’idea che - se accompagnati programmi educativi studiati per la loro età - tutti i ragazzi siano in grado di confrontarsi e conoscere la storia della Shoah.
Questo processo contribuirà all’interiorizzazione di quei valori e, si spera, alla costruzione di una identità morale individuale, di un’etica personale ed infine ad una società più giusta.

- Interdisciplinarietà
Appare chiaro quindi che lo studio della Shoah si estende oltre i confini della disciplina storica e che, prendendone in considerazione l’aspetto umano, deve includere l’arte, la letteratura e la filosofia in quanto specchio dello spirito umano universale e dell’epoca.

- Giusti tra le nazioni
Quando si parla di Shoah si pensa immediatamente all’apice dell’odio e della crudeltà umana ma è importante non omettere che è stato anche l’evento storico con i maggiori atti umani di coraggio ed altruismo. La diffusione e la consapevolezza dell’importanza delle azioni coraggiose dei “salvatori” – Giusti tra le Nazioni  - è il modo migliore per comprendere la coesistenza di questi due aspetti opposti dello spirito umano che sia costante monito nelle nostre scelte etiche e nel nostro comportamento.

La piena consapevolezza di questi processi e dei numerosi aspetti da cui  la memoria della Shoah è costituita, è tra i fattori che caratterizzano il lavoro di Yad Vashem che permette di instaurare un prezioso dialogo tra gli educatori e gli insegnanti nei vari paesi. La comprensione di altri punti di vista e prospettive arricchiscono infatti i propri discernimenti e forniscono l’opportunità di esaminare la propria identità, il proprio passato e la propria memoria.

 

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