Ricordo di Alberto Sed

Ricordo di Alberto Sed

Il 2 novembre 2019 si è spento Alberto Sed, testimone della Shoah.
Grande la commozione per la scomparsa di un uomo coraggioso e di una delle ultime voci di Memoria e passione civile.

Nato a Roma nel 1928, Alberto viene espulso dalla scuola a 10 anni a causa delle leggi razziali.
Scampato al rastrellamento del 16 ottobre 1943, viene poi catturato in un secondo momento - probabilmente a causa di una delazione - insieme alla madre e alle due sorelle. Internato a Fossoli e deportato ad Auschwitz-Birkenau, all'arrivo - il 23 maggio 1944 - la madre e la sorella minore vengono subito mandate alle camere a gas. Alberto e le sorelle Angelica e Fatina superano la selezione.
All'interno del campo Alberto diventa il numero A-5491, tatuato sul suo braccio. Con l'abbandono del campo di Auschwitz da parte dei tedeschi sopravvive alla marcia della morte e al lavoro nel campo di concentramento di Dora-Mittelbau.
Liberato nell'aprile del 1945, a settembre dello stesso anno torna a Roma dove rincontra Fatina - l'unica altra sopravvissuta della sua famiglia.

Dopo avere taciuto per anni, Alberto inizia a parlare della sua storia a studenti e carcerati. Nel 2009 esce "Sono stato un numero" il libro che raccoglie la sua preziosa testimonianza.

Lo ricordiamo attraverso le sue stesse parole:
«Io ho avuto una grande soddisfazione dall'incontro con i ragazzi nelle scuole. Per me era inimmaginabile che, trascorsi tanti anni fuori da Auschwitz, tutti questi ragazzi mi facessero vivere una "rivincita" su Auschwitz. Questa per me è una bellissima rivincita sul male. Sono quattro o cinque anni che sono affascinato, innamorato di tutti questi ragazzi, per le lettere che mi scrivono. I ragazzi recepiscono. Ho capito che attraverso il mio racconto di grande sofferenza per loro la vita è cambiata.»

Tags: Auschwitz-Birkenau, Auschwitz


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