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a 90 anni Sami Modiano è Cavaliere della Repubblica

 a 90 anni Sami Modiano è Cavaliere della Repubblica

Come parte del costante impegno nella diffusione della Memoria e nella lotta all’antisemitismo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale già nel 2018 aveva nominato Liliana Segre senatrice a vita, ha nominato Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Sami Modiano.
Samuele Modiano, per tutti Sami, è nato a Rodi nel 1930 e aveva solo 8 anni quando le leggi razziali fasciste furono applicate anche nella colonia italiana negandogli l’accesso a scuola. Deportato il 23 luglio 1944 con la quasi intera comunità ebraica dell’isola, arrivò ad Auschwitz il 16 agosto dopo un estenuante viaggio via mare e via terra lungo settimane, durante il quale molti morirono per il caldo, la fame e gli stenti.
La maggior parte degli ebrei rodioti fu uccisa all’arrivo al campo. Il padre Giacobbe e la sorella Lucia superano le selezioni e Sami, destinato inizialmente alle camere a gas, grazie all’intervento paterno riesce a passare nella fila “giusta”.
L’unico a sopravvivere sarà poi proprio lui; morirà prima Lucia poi il padre che, prostrato anche dalla perdita della figlia decide di farsi ricoverare in infermeria pur conoscendone le conseguenze. Quella sera salutò Sami con delle parole che lui non dimenticò mai: “tieni duro Sami, tu ce la devi fare. Adesso vai, vai a riposarti e non voltarti indietro”.
Dopo circa un mese dal suo arrivo ad Auschwitz Sami, a 14 anni, si ritrovò solo.

Le parole del padre, l’incontro di persone come Piero Terracina, l’arrivo di un carico di patate e l’aiuto di altri prigionieri lo tennero in vita fino all’arrivo dei soldati sovietici e alla liberazione.
Ma come dice lui da Auschwitz non è mai uscito.

Per anni, come tanti, non racconta la sua esperienza e si continua a chiedere perché fra tutti proprio lui sia sopravvissuto.
Un giorno trova la risposta, è sopravvissuto per raccontarlo ai giovani. E nel 2005, convinto dal suo carissimo amico Piero Terracina, torna ad Auschwitz e inizia a parlare.
Parla per il padre e la sorella, parla per gli ebrei rodioti - la sua grande famiglia - parla per i milioni di ebrei e per i milioni  di persone, rom, omosessuali, disabili, detenuti politici,
uccisi perché diversi.
La sua storia è stata raccolta nel libro “Per questo ho vissuto”, pubblicato nel 2013; continua però a raccontarla nelle scuole, incontrando gli studenti affinché siano le nuove generazioni a portare avanti il lume della Memoria. A loro Sami passa il testimone e la responsabilità di fare in modo che la storia non si ripeta e conclude spesso gli incontri con un abbraccio collettivo.

L'onorificenza a Cavaliere è arrivata, insieme a un sentito augurio, il 18 luglio in occasione del 90esimo compleanno di Sami. Gli auguri del Presidente Mattarella non sono stati gli unici, il giorno del suo compleanno a casa Modiano il telefono ha continuato a suonare ininterrottamente. Moltissime le chiamate di docenti e studenti che ci tenevano a fargli gli auguri personalmente.
Le parole di Sami arrivano all’anima e chiunque abbia avuto il privilegio di sentire la sua storia direttamente da lui non può dimenticarlo.          

Tags: #sami modiano, #mattarella, #rodi, #memoria